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Il tesseramento è un'importante occasione, oltreché di incontro e di rapporto con quanti già sono iscritti, con chi, lavoratore o pensionato, ha bisogno di un sindacato in grado di difendere i suoi diritti e i suoi interessi.

La campagna di tesseramento è un impegno importante che coinvolge tutta la Cgil a partire dai delegati nei posti di lavoro, dalle leghe dei pensionati, dai dirigenti di categoria territoriale, alle camere del lavoro e alle attività di servizio; è un impegno che si propone di incrementare ulteriormente l'adesione alla Cgil e al sindacalismo confederale per rendere più forte e incisiva l'azione di rappresentanza e di tutela.

Per iscriverti:

  • effettua l'iscrizione direttamente online;
  • rivolgiti al tuo delegato sindacale in azienda;
  • recati presso una qualsiasi delle nostre sedi con la delega compilata per la tua categoria sindacale che puoi trovare qui a fianco.

CHI SIAMO

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TI OCCORRE UN'INFORMAZIONE O UN APPUNTAMENTO in ambito previdenziale, fiscale o altro, dettagli sul contratto o chiarimenti sulla tua condizione lavorativa?

Scrivici una mail dettagliando:

  • la tipologia di SERVIZIO o PRESTAZIONE di cui necessiti;
  • quale LAVORO svolgi e in quale SETTORE CONTRATTUALE (es: commercio, metalmeccanico, alimentare...);
  • se sei STUDENTE o PENSIONATO/A;
  • se sei ISCRITTO/A oppure no.

Ci aiuterai a indirizzarti alla consulenza più adeguata.

Comunicazione obbligatoria di contratto di somministrazione
Le aziende tenute alla comunicazione obbligatoria di rapporti di somministrazione alle associazioni sindacali territoriali devono scrivere alla categoria sindacale di riferimento alla seguente pec:
COMMERCIO TURISMO SERVIZIpec.pr.segreteriafilcams@pec.er.cgil.it
CHIMICI TESSILI GAS ACQUApec.pr.filctem@pec.er.cgil.it
EDILI COSTRUZIONI LEGNOpec.pr.fillea@pec.er.cgil.it
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METALMECCANICI ELETTRONICIpec.pr.fiom@pec.er.cgil.it
ASSICURAZIONI E CREDITOfisacparma@legalmail.it
ALIMENTARISTI E AGRICOLTURApec.pr.flai@pec.er.cgil.it
CONOSCENZA UNIVERSITA E RICERCA PUBBLICO IMPIEGOpec.pr.flc@pec.er.cgil.it
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  • CAAF Assistenza fiscale
  • COLF - BADANTI Gestione amministrativa
  • INCA Consulenza previdenziale, genitoriale,
    su salute e benessere e immigrazione,
    sostegno al reddito
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Convalida dimissioni, la relazione annuale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro conferma l'asimmetria di genere

26 Giugno 2026
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Il commento di Paola Bergonzi, segretaria confederale CGIL Parma con delega a Mercato del lavoro e Pari opportunità

Nei giorni scorsi è stato pubblicata la Relazione Annuale sulle Convalide delle dimissioni da parte dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro. Una fotografia in linea con i report passati ma non per questo meno preoccupante: si consolida una chiara asimmetria di genere dove le lavoratrici rappresentano la maggioranza, il 68% del totale, delle richiedenti agli ITL la richiesta di convalida delle dimissioni. 

"L'identikit che emerge - commenta Paola Bergonzi, segretaria confederale CGIL con delega a Mercato del lavoro e Pari opportunità - è quello di una donna tra i 34 ed i 44 anni, impiegata con una anzianità di servizio di meno di 10 anni, residente nel Nord Italia, il cui lavoro è nel comparto del terziario o in seconda battuta legato alla assistenza, con orario di lavoro part-time. Come mai non siamo stupiti?".

"I numeri e le percentuali - prosegue - ci consegnano lo spaccato di una situazione che vede le donne portare sulle spalle, ancora, quasi tutto il peso della gestione famigliare, proprio in quei comparti dove il lavoro è caratterizzato dal part time e part time non scelto ma imposto con fasce orarie spezzate ed inconciliabili con una sereno bilanciamento vita privata e vita lavorativa.
Sono le madri, le donne, che si fanno carico di supplire, rinunciando alla propria vita lavorativa, alla mancanza di strutture per l'infanzia, di orari delle città non a misura dei reali bisogni delle donne, che una volta usufruito dell'ammortizzatore previsto, si ritrovano fuori dal mondo del lavoro".
 
"Non è un caso che un numero ingente di donne finisca nelle statistiche delle inoccupate, cioè persone che il lavoro non lo cercano attivamente e che, purtroppo, si accontentano di contratti non in regola o estremamente precari. "Le professionalità, le possibilità di carriera sono di fatto impedite dalle gabbie che ancor oggi condannano le donne a scegliere tra maternità e vita professionale, tra maternità ed indipendenza. Le ripercussioni sulla vita delle donne non sono limitate all'oggi, ma è ipotecata anche la possibilià di avere trattamenti pensionistici adeguati e che possano permettere una vita dignitosa. Parliamo di donne che, con l'innalzamento della età media del primo figlio, si trovano ad affrontare la gravidanza e la successiva scelta tra lavoro e maternità, in una età  tra i 34 ed i 44 anni e per le quali, in seguito sarà sempre piu difficile reimpiegarsi. La maternità è uno degli eventi che incide maggiormente sul percorso di carriera delle donne. Questo squilibrio ha effetti a cascata non solo sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro, generando un gender gap che è sotto gli occhi di tutti, ma ha ripercussioni su tutto il mondo del lavoro e la vita economica del Paese". 
 
"É inammissile - conclude Bergonzi - che, nonostante sia chiaro e conclamato da studi ed eminenti economisti che il lavoro delle donne possa incidere positivamente sul Pil dei Paesi, rappresentando inconfutabilmente un valore aggiunto, che le donne non abbiano piena possibilità di determinare la propria vita lavorativa, costrette a scegliere solo in rinuncia e senza potersi compiere pienamente come persone. Le risposte non stanno certo nei bonus alle madri, e non stanno nello sguardo miope di un governo che parla di famiglie e mai di persone, in un contesto sociale italiano dove la maggioranza delle famiglie è composta da nuclei monogenitoriali".

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